Nemi: il lago, il museo delle navi romane e altro da non perdere

Nemi: il lago, il museo delle navi romane e altro da non perdere
  • 1 anno ago
  • 4Minutes
  • 641Words
  • 74Views

Nel Parco Regionale dei Castelli Romani si trova il meraviglioso borgo di Nemi, che si è aggiudicato la Bandiera arancione del Touring Club Italiano grazie alla sua calorosa accoglienza e ospitalità nei confronti del turisti. Questo borgo è famoso per aver mantenuto vive nel corso degli anni le sue tradizioni enogastronomiche, soprattutto per la sagra delle fragole che ogni anno ospita numerosi turisti. Nemi è un borgo ricco di leggende e tutto da scoprire con il suo lago, le fragole il museo delle navi e molto altro.

Nemi: Il lago e il museo delle navi

Nemi: il lago, il museo delle navi romane e altro da non perdere cosa visitare a nemi  nemi castelli romani lago di nemi roma

Il lago di Nemi è di origine vulcanica e in passato era il posto preferito dai romani per passare il loro tempo libero. Oggi è totalmente balneabile fatta eccezione per la zona vicina al museo delle navi. Il lago si trova vicino a un bosco che in passato era utilizzato per adorare la dea Diana, Nemi infatti deriva da dal Nemus Dianae. Intorno a questo lago c’è una leggenda riguardo a due navi gigantesche contenente un tesoro e nascoste nel fondale del lago. La verità è che queste navi esistono e furono fatte costruire dall’imperatore Caligola in onore della dea Diana e  Iside dea egizia. Venivano utilizzate come palazzi galleggianti, grandi e sfarzosi. Alla sua morte il Senato di Roma distrusse tutte le sue opere tra cui le navi che affondarono nel lago.

Successivamente tra il 1929 e il 1930 il lago di Nemi fu svuotato parzialmente e le due navi furono recuperate e fu creato il Museo delle Navi Romane di Nemi per contenere questi tesori. Le navi sono lunghe 71,30 x 20 metri e 73 x 24 metri e il museo fu realizzato dall’Architetto Morpurgo appositamente per contenerle e valorizzarle. Il museo fu distrutto in un incendio nel 1944 e poi riaperto di nuovo nel 1988 con un frammento di opus sectile, un antico mosaico molto prezioso.

“Nell’attuale allestimento, l’ala sinistra è dedicata alle navi, delle quali sono esposti alcuni materiali, come la ricostruzione del tetto con tegole di bronzo, due ancore, il rivestimento della ruota di prua, alcune attrezzerie di bordo originali o ricostruite. Sono inoltre visibili due modelli delle navi in scala 1:5. L’ala destra è invece dedicata al popolamento del territorio albano in età repubblicana e imperiale, con particolare riguardo ai luoghi di culto; vi sono esposti materiali votivi provenienti da Velletri , da Campoverde da Genzano e dal Santuario di Diana a Nemi, oltre ai materiali provenienti dalla Collezione Ruspoli. All’interno di quest’ala è inoltre possibile ammirare un tratto musealizzato del basolato romano del clivus Virbii, che da Ariccia conduceva al Santuario di Diana”.  Direttrice Daniela De Angelis.

Il tempio di Diana

Un luogo da visitare a Nemi è il tempio di Diana Aricina. Si tratta di un edificio religioso del quale oggi si possono vedere solo le rovine avvolte nella folta vegetazione. Nonostante questo è un posto meraviglioso dove si respira un aria magica e vale la pena di essere visto. Per arrivare al tempio bisogna percorrere un sentiero tra la vegetazione lungo 2 chilometri.

Nemi e la leggenda delle fragole

Nemi: il lago, il museo delle navi romane e altro da non perdere nemi roma nemi lago  cose da vedere a nemi  nemi cosa vedere  cosa vedere a nemi  castello di nemi

Nemi è famosa per la grande produzione di fragole. Dal 1922 ogni anno la prima domenica di giugno, si tiene la sagra delle fragole. Una festa per celebrare e far assaggiare a tutti questo dolcissimo frutto che cresce lungo le sponde del lago di Nemi. Per l’ occasione il borgo si riempie di musica, fori, spettacoli e la tradizionale sfilata  delle “Fragolare”, si tratta di ragazze che indossano il costume tradizionale che ricorda il la fragola.

La leggenda racconta che queste fragoline di bosco nacquero dalle lacrime che versò Diana per la morte di Adone. Le lacrime si trasformarono in piccoli cuori rossi, che si racconta avessero speciali poteri come quello di tenere i serpenti lontani dal bosco. Questo piccolo frutto dal sapore intenso viene utilizzato in numerose preparazione come confetture, dolci, liquore fragolino  e anche la birra.

Leggi anche “Calcata cosa vedere: Opera Bosco e il borgo delle streghe.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *